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mercoledì 2 gennaio 2013

vita vecchia

quest'anno ho vissuto talmente tanto da non avere il tempo di scrivere, anche se di una buona parte di tutto quel che mi è successo (per non dire di quel che mi sono fatta succedere) avrei fatto volentieri a meno.
ecco, è il solito 2 di gennaio, il giorno che storicamente odio più di tutti nell'anno (chissà poi perchè) e visto che non ho fatto a nessuno gli auguri a natale, a capodanno, non li farò per la befana, non ho fatto propositi e uno stracavolo di niente di quello che si dice gli altri si aspettino da te in questo gioioso periodo, ho deciso di essere coerente, e continuare a non fare un accipicchia di niente neanche oggi.
che è poi l'ultimo giorno di ferie ma anche il primo senza nessuno intorno: condizione ideale per a) fare la lavatrice b) farmi la maschera e la ceretta c) riordinare un anno di libri accatastati alla rinfusa d) farmi un bilancio dell'anno passato.
invece ho guardato niente alla tele, ho giocato tre ore a poker on-line (perdendo, il gusto e il tempo più che i soldi), e poi mi sono ricordata che una volta, tanto tempo fa, mi ero messa alla ricerca dell'illluminazione. o forse solo di un modo per sfogare le mie innumerevoli bipofrustrazioni su di te, mio gentile lettore. sta di fatto che quest'anno l'illluminazione l'ho sfiorata un paio di volte grazie la pratica buddista -che ho ovviamente abbandonato appena ha iniziato a funzionare - e per una sfortunata serie di eventi straordinari che hanno avuto un grande pregio: farmi ridimensionare i miei sbalzi bipo in favore della mera sopravvivenza.
anche l'aver trovato un moroso, devo dire, ha aiutato. ma meno di quanto avessi mai immaginato. ah ah, tutta farina del mio sacco, baby.
cmq, si vede che non scrivo da una vita, non verrebbe voglia neanche a me di andare avanti a leggere. mi limiterò a non fare il proposito di scrivere quest'anno, per non alimentare la mia frustrazione dell'ennesima cosa non fatta da spuntare l'anno prossimo, iniseme al corso di nuoto, smettere di fumare, cambiare lavoro, fare un figlio e andare in crociera al polo sud.
ora vado: se continuo ad amminchiarmi qui rischio di fare veramente qualcosa oggi. ma è il 2 gennaio, proprio non posso.


domenica 15 maggio 2011

alla mia età

ecco. io, alla mia età, sono di quelli che piange la notte. soprattutto il 13 maggio. dopo 34 anni mi fa ancora male e mi sconvolge la morte di mio padre. per quello che non ha potuto sapere di me, ne io di lui. per la famiglia che avremmo potuto essere. per la donna che non sono e non so se è per questo oppure no. mi manca, e per una volta provo un sentimento che non è ne complicato ne difficile da capire. è un sollievo. e mi illumina.

sabato 7 maggio 2011

white elephant

inutile negarlo, e tuttavia così fan tutti. c'è un enorme elefantone bianco piazzato nel bel mezzo della mia vita. e a quanto pare non lo vede nessuno a parte me. eppure cresce a vista d'occhio, ogni giorno si allarga, si alza, diventa più pesante, ingombrante e bianco, di un bianco abbagliante. e ho paura all'idea che un giorno non lontano si prenda tutto lo spazio, tutta l'aria, mi spiaccichi sotto il suo culone bianco da elefante e amen.
per la verità anch'io cerco di non vederlo. provo a voltargli le spalle, a chiudere gli occhi, a distrarmi guardando il cielo e le stelle. ma ovviamente non funziona perchè anche con gli occhi chiusi si sente. fa un rumore assordante quando si muove, tutto trema, rompe e fracassa qualunque cosa entri nel suo raggio d'azione che si espande insieme a lui. e puzza. puzza di grosso elefante sudato in uno spazio troppo stretto. l'odore si sente a miglia di distanza. si sente dall'argentina, dalla terra del fuoco, da parigi e berlino. si sente persino nella bassa bresciana, ma lì si mischia con l'odore di porcilaie e letame e tutti sono assuefatti, non posso certo pretendere che se ne accorgano proprio loro.

ogni tanto lo guardo in faccia. cerco di farlo il meno possibile, perchè ovviamente non mi piace quello che vedo. quegli occhi bovini e umidi e grandi sparati sul mondo fuori dal mio. e poi è così grande e ingombrante che non riesco a metterlo a fuoco, è sempre troppo vicino.

ma se poi alla fine qualcuno lo vedesse? cosa accadrebbe se un giorno qualcuno venisse da me e mi dicesse "hei, ma lo sai che c'è un enorme elefante bianco che ti sta squattando la vita?!" cosa accadrebbe?

mi piace crogiolarmi nella fantasia che l'elefantone scomparirebbe all'istante con un puff, come nei cartoni della wb, e tutto il nero intorno non sembrerebbe più così nero, senza quel bianco abbagliante che lo contrasta come in una foto di helmut newton.

e tutto quello che mi viene in mente è una cazzo di canzone della pausini di cui ricordo solo il titolo e che quando avevo 16 anni mi faceva cagare. mi sa che è lì che ho sbagliato. mi fosse piaciuta la pausini forse non sarei qui ora, sola solo con la solitudine.

sabato 16 ottobre 2010

afterglow

il tango che non ballo, i libri che non leggo, il sale che non compro, la musica che non canto, le scelte che non faccio, le parole che non dico, le notizie che non ascolto, l'amore che non amo, il fervore che non vivo, il sabato che non ha luce, il tempo che m'insegue e che non fuggo.

borges nei pomeriggi solitari non fa niente bene.

c'è una città dove andrò, con strade che conosco. e musiche che ascolterò, sola. e amici che incontrerò, e che vedranno un colore che non è il mio. vedranno sorrisi, promesse, allegria. vedranno una forza che non c'è.
come quelle piazze al crepuscolo, gli incroci così chiari, i ciottoli così lucidi: pieni di poesia e parole e passi. sono così limpidi e attesi e senza domande. sono sé, senza polvere, crepe, odori e fatica. lo sguardo teme l'incantesimo. e così sono io. perenne crepuscolo, tra un giorno troppo chiaro e una notte sconosciuta e eterna.

Fa male  sostenere quella luce tesa e diversa,
quall'illusione che impone allo spazio
l'unanime timore della tenebra
e che a un tratto svanisce
quando ne percepiamo la fallacia,
come svaniscono i sogni
quando scopriamo di sognare.
 lo so da me. l'illluminazione è lontana.

mercoledì 6 ottobre 2010

giovedì 19 agosto 2010

you gotta be crazy

per onestà tutta mia, informo i gentili viaggiatori che ho aggiornato il testurillo in cima alla pagina che (credo) dovrebbe dire chi sono. quando ho iniziato il blog (tipo 5 giorni fa) c'era solo "io sono depressa" ma visto che sto cercando l'illluminazione, e che il viaggio si fa un passo alla volta, mi sembra giusto scriverlo che sono bipolare.
e comunque keep tracking back: a settembre arriverà lo scoop! bi-po I o II? can't wait, uh?
a parte tutto, il titolo del blog avrebbe fatto comunque cagare (quasi come il mio uso improprio delle virgole e delle parentesi), quindi resta illluminata. eh, lo so. adesso la vorreste anche voi una bella dose di rohypnol...

And when you loose control you'll reap tha harvest you have sown

mercoledì 18 agosto 2010

keep on digging

plans that either come to naught or half a page of scribbled lines. ho dovuto surfare per ore tra le parole di bi-poppers di mezzo mondo per rendermi conto del perchè the wall mi è entrato sotto pelle a 15 anni e non ne è più uscito, trascinando con se tutto quello che hanno fatto i pink floyd.



one of my turns | confortably numb: sono sempre state le mie canzoni degli up e dei down e non mi sono mai accorta della lapalissiana verità. non ho ancora scelto la mia pillola, ma comincio a vedere il matrix. cazzo. non l'avevo mai capito. e cos'è the dark side of the moon se non la perfetta descrizione di un bi-po? Syd forse lo era prima dell'lsd, o forse se l'è cercato (se qualcuno lo sa, in internet c'è e lo troverò), ma i ragazzi lo sapevano, o sapevano bene cosa succede. roger lo sa di sicuro, lo dice in breathe e eclipse e time. sono vent'anni che me lo dicono, e non ho mai capito. non avevo capito. come faccio a non aver sentito brain damage? got to keep the loonies on the path... non avevo capito us and them. ed è come se sentissi per la prima volta anche wish you were here. now, that's crazy. Pink è il primo link che ho inserito quando ho iniziato a scrivere e ciappinare con questo blog, perchè sono così tanto parte della mia vita. so you think you can tell Heaven from Hell, blue skies from pain can you tell a green field from a cold steel rail?

and if the clouds bursts, thunder in your ear
you shut annd no one seems to hear
and if the band you're in starts playing different tunes
I'll see you on the dark side of the moon

money è una fase maniacale da manuale:
new car, caviar, four stars daydream
think I'll by me a football team
money, it's a hit.
cazzo. lo dice forte e chiaro. e io non avevo capito.

uno dei primi libri che ho comprato è stato una raccolta di testi dei pink floyd con il testo a fronte. ce l'ho ancora, pieno di disegni e appunti e sottolineature. queste sottolineature e anche altre. e altre e altre. non avevo capito. ma lo sentivo.

Thought I oughta bare my naked feelings
Thought I oughta tear the curtain down
I held the blade in trembling hands
Prepared to make it but just then the phone rang
I never had the nerve to make the final cut

e io sento che sta arrivando una delle mie crisi.
you're nearly a laught
But you're really a cry

lunedì 16 agosto 2010

modello di kubler-ross

una che ha avuto tanti lutti da elaborare le prova tutte,  ma è in un film e non in un libro, che ho sentito per la prima volta questa fantastica teoria. ovviamente non mi ricordo il film. è tutto il giorno che ci penso. al film, intendo. un comico la inseriva in un monologo drammaticissimo. prima ci ho messo tre ore a ricordarmi il nome del comico, e pensavo fosse lenny bruce (due ore e mezza solo per cercare in internet i nomi di stand up comedians per vedere se lo riconoscevo). ma è morto nel '66 e la Kübler-Ross il modello l'ha esposto in un libro del'69. allora era andy kaufmann. ma non era il suo genere e google -chi l'avrebbe mai detto?- non ha confermato. mi sa che era una cosa tipo fame, o qualcosa di bob fosse ma chissenefrega. me ne frega delle fasi per superare il dolore, che la k-r ha inizialmente applicato alla morte (studiando i malati terminali e i loro parenti), ma che poi ha notato poteva essere applicata ad altri tipi di lutti. per me è stata una grande chiave di lettura della mia vita, tanto per capirci.
  1. negazione/isolamento
  2. rabbia
  3. contrattazione
  4. depressione
  5. accettazione. 
fase 1. dai 4 ai 4anni e mezzo (negavo che mio padre fosse  morto, finchè una mia compagna dell'asilo mi ha escluso dai giochi perchè non si può giocare con te che tuo padre è morto e tu non piangi)

mercoledì 30 gennaio 2008

un oscuro scrutare

ecco cosa succede quando la sostanza m entra in circolo: cerchi una citazione illuminante per dare il titolo a un blog che nessuno leggerà. perchè chiamarlo "sono depressa" fa poco marketing. me ne fregasse qualcosa del marketing, è che se voglio uscirne qualcosa devo fare. provo a scrivere, perchè a parlare non riesco. forse solo perchè nessuno mi ascolta. ma non siete tenuti a leggere. 
io sono depressa perchè sono sola. vale anche il contrario: io sono sola perchè sono depressa. dipende dall'analista che trovi. io non me lo posso più permettere, così ho risolto a monte. non la depressione. quella che ti tiene in casa, non ti fa rispondere al telefono, ti inchioda alla tv o a un libro o a un disco o a niente. è che sei inchiodata e non ascolti più. non segui più. il cervello va in pappa e ogni comunicazione vera richiede uno sforzo immane. che riesci sempre meno a fare. 
e puzzi. io puzzo. la cura di sé è importante segno di identità (me lo ripeteva il primo analista, quello giustificazionista). e che mi lavo a fare? perchè pettinarsi, truccarsi, vestirsi? sei sola, nessuno arriva abbastanza vicino da accorgersene. 
e così, dopo due anni che ho provato a metter su un blog ora provo a usarlo (l'ho detto. la depressione rallenta tutto). 
ma non serve che lo leggiate. è deprimente.
appena divento illuminata vi avviso, intanto inizio l'oscuro scrutare.
ps: illluminata ha 3 l perchè due anni fa ho sbagliato qualcosa nella registrazione dell'url, ma non ho mai capito cosa. la data è rimasta la stessa, ero già parecchio depressa. mi sono depressa ancora di più.